Quel grand'uomo di mia nonna
Era il 1992 e avevo solo 6 anni. Era luglio e, come ogni estate, passavo gran parte della giornata da mia nonna, purtroppo già vedova a 66 anni. Ero solito fare una piccola pennichella dopo pranzo ma quel giorno non avevo sonno e dopo pochi minuti mi alzai da letto. Iniziai a cercare mia nonna ma non la trovai in nessuna parte della casa. Poi scesi giù in giardino e sentii dei rumori provenire dal garage. Il portone era semichiuso; mi sporsi dentro e la vidi. In una specie di palestra improvvisata, mia nonna si stava allenando al sacco, tirando dei ganci terrificanti; rimasi colpito dai muscoli che risaltavano e dalla incredbile velocità e potenza posseduta. Mia nonna mi vide, mi fece entrare e mi spiegò che la boxe era sempre stata la sua passione. Mi chiese se volessi allenarmi con lei ed io accettai con entusiasmo. Mi insegnò i rudimenti del pugilato, il salto della corda, le schivate, i ganci, i jab, gli uppercut. Fu un'estate di grande crescita fisica e atletica. A settembre, ...